Olio di origano, conosci i benefici e gli effetti avversi?

L’olio di origano è tornato di moda! come succede da molto anni ogni “tot” mesi una pianta o un “integratore” torna sul podio… Di solito un bel articolo (spesso a pagamento) su una rivista “blasonata e di moda” lo spenge sul podio di rimedio numero 1! ….
Così piovono articoli è post ovunque sui social, sui blog, sui giornali on line a tema…. 

E’ una  moda davvero pericolosa, ma pare che nella “massa” nessuno si renda conto realmente delle conseguenze. 

Prima di adentraci nelle “proprietà” del origano devo fare una premessa importante.
Quando compriamo una farmaco anche quelli in libera vendita “da banco” troviamo sempre un foglietto detto “bugiardino”. Nella parte iniziale il nome del farmaco e del principio attivo, a cosa serve e quali benefici avremo dal suo uso ma poi…. una scritta “effetti collaterali”. 

Infatti non esiste nessun farmaco che non abbia effetti collaterali! cioè che provoci problemi di diversa natura, anche se come viene specificato “non tutti li hanno”. 
BENE! adesso ogni sostanza che ha un effetto “curativo” lo deve al suo principio attivo (o principi attivi) tutte le piante, frutti e qualsiasi cosa vegetale ha i principi attivi. Nella sua forma naturale sono “bassi” quindi hanno una azione molto blanda e con nessun problema. Ma se operiamo per la loro estrazione e concentrazione o usiamo determinate quantità “importanti” allora questi principi attivi producono sempre una azione “farmacologica”. 

LA BUFALA CHE GIRA DA DECENNI E CHE LE COSE NATURALI NON HANNO EFFETTI COLLATERALI, CHE HANNO SOLO EFFETTI BENEFICI E NESSUN PROBLEMA, QUINDI  SI POSSONO COMPRARE E USARE SENZA NESSUN PROBLEMA DI INCORRERE IN QUALCOSA DI SPIACEVOLE… MA LA REALTA’ E CHE ALCUNE FORMULAZIONI (IN SPECIAL MODO GLI OLI ESSENZIALI) MAL USATI POSSONO ANCHE UCCIDERE! 

Bene adesso cosa fa L’origano? di solito sotto forma di Olio essenziale o Oleolito concentrato? 
(attenzione l’uso in cucina come spezia non ha nessun problema visto la quantità davvero insignificante dei principi attivi) 

Origano, la pianta

L’origano è una pianta aromatica che appartiene alla famiglia delle Lamiaceae o Labiate, il cui nome scientifico è Origanum vulgare. Si tratta di una specie diffusa in tutta la zona mediterranea, nel luoghi incolti e aridi. La pianta di origano ha fusti che possono crescere fino a 20-80 centimetri d’altezza, eretti e spesso rossastri. Sul fusto si sviluppano foglie opposte, picciolate, intere e intensamente profumate.In estate l’origano fiorisce producendo piccoli fiori sfumati di rosa e porpora; i fiori dell’origano sono riuniti in spicarsti che formano piccole pannocchie e danno origine a frutti chiamati acheni, piccoli e ovali. Dell’origano si utilizzano le sommità fiorite che contengono un olio essenziale ricco di timolo e carvacrolo: sia la pianta di origano sia il suo olio essenziale si utilizzano con indicazioni simili a quelle della maggiorana e del timo

Olio essenziale di origano, cosa contiene

L’olio essenziale di origano si ottiene per distillazione in corrente di vapore delle sommità fiorite della pianta. Attraverso la distillazione si estrae l’essenza volatile della pianta, un liquido giallastro intensamente profumato.

L’aroma e le proprietà dell’olio essenziale sono dati da una serie di composti, in particolare il carvacrolo e il timolodue fenoli che possono costituire fino al 95% dell’essenza.

Oltre ai fenoli, l’olio essenziale di origano contiene monoterpeni come il para cimene e il gamma terpinene e alcoli terpenici come il linalolo.

La composizione dell’olio essenziale di origano varia in base al chemotipo e al periodo di raccolta della pianta: esistono infatti sottospecie di origano che si caratterizzano per la presenza di:
 

  • Terpineolo
  • beta-cariofillene
  • germacrene
  • mircene
  • altri composti


Benefici dell’olio essenziale di origano

L’olio essenziale di origano viene utilizzato soprattutto per migliorare la digestione poiché grazie alle sue proprietà antisettiche e antifermentative è in grado di alleviare sintomi come la sensazione si eccessiva pienezza dopo i pasti, il gonfiore addominale dato da accumulo di gas, eruttazioni, meteorismo e flatulenza.

L’essenza di origano ha poi proprietà bechiche ed espettoranti che lo rendono un rimedio utile in caso di affezioni alle vie respiratorie, quindi in caso di tosse, catarro, infiammazioni alla gola, tracheiti e bronchiti.

Le proprietà antisettiche dell’olio essenziale di origano ne giustificano l’uso sulla pelle e per gargarismi e risciacqui della bocca per trattare foruncoli, ferite, patereccio o giradito, verruche, infiammazioni della bocca e della gola, dolore dentale dato da carie e ascessi.

Come usare l’olio essenziale di origano

L’olio essenziale di origano è un rimedio molto potente che non va mai utilizzato puro, ad alti dosaggi e per periodi prolungati. Esternamente si utilizza per applicazioni localizzate a concentrazioni non superiori all’1% diluito in olio vegetale per trattare foruncoli, verruche, patereccio oppure disperso in gel di aloe per le ferite.

L’uso dell’olio essenziale di origano non è consigliato:

  • Per massaggi su zone estese del corpo
  • come attivo cosmetico per creme corpo e viso e per bagni.

Per gargarismi e risciacqui della bocca se ne aggiunge una goccia in un bicchiere di acqua; per diffusione e suffumigi ne basta una goccia diluita in acqua e lo si può usare in sinergia con olio essenziale di eucalipto e cipresso.

Olio essenziale di origano per uso interno

L’olio essenziale di origano a uso alimentare può essere utilizzato anche internamente in caso di problemi digestivi, affezioni respiratorie, infezioni uro-genitali. In commercio esistono anche capsule con olio di origano diluito in olio vegetale da assumere durante i pasti, con le stesse indicazioni.

Per quanto riguarda il dosaggio dell’olio essenziale di origano puro è di 2-4 gocce di olio essenziale al giorno, da diluire in un cucchiaino di olio oppure di miele o da versare su un pezzetto di pane. Il trattamento non va protratto oltre i sette giorni ed è controindicato in età pediatrica, gravidanza e allattamento.

Olio essenziale di origano in aromaterapia

L’aromaterapia è una terapia naturale e complementare che sfrutta i benefici e le proprietà degli oli essenziali per benessere psicofisico. In aromaterapia l’olio essenziale di origano si utilizza, come abbiamo visto, in caso di:

  • Turbe digestive
  • infiammazioni della pelle e delle mucose
  • problemi respiratori e infezioni uro genitali

L’olio essenziale di origano ha anche azione sull’umore: si tratta di un’essenza tonica e stimolante tradizionalmente utilizzata in caso di astenia, affaticamento fisico e mentale e per migliorare il tono dell’umore.

Dalla mia pagina di facebook ho trovato questo bel post di Patrizia Coffaro 

L’OLIO DI ORIGANO: QUELLO CHE NON TI DICONO PRIMA DI ASSUMERLO

L’olio di origano è ormai salito sul podio delle sostanze naturali più osannate nel web. Viene presentato come una sorta di elisir universale… combatte i batteri, elimina i funghi, spegne le infiammazioni, neutralizza i virus, detossifica il corpo, ti libera da Candida, SIBO, parassiti, e magari ti cambia pure la vita. Ma nessuno ti dice cosa può succedere davvero dopo averlo preso.

E il problema non è l’olio in sé. È il modo in cui lo si propone, con leggerezza, superficialità, e spesso anche con un certo fanatismo da marketing travestito da “scienza naturale”. Basta fare un giro nei gruppi di medicina alternativa, o leggere le newsIetter di certi “esperti del momento” per vedere l’effetto valanga: “olio di origano per tutto”, “olio di origano microincapsulato”, “olio di origano a rilascio enterico”. Nessuno però spiega cosa comporta assumerlo davvero, su un corpo reale, che magari ha già subito anni di stress, infiammazione, carenze, farmaci, o traumi.

Mi scrivono persone disperate, che dopo averlo preso si sono sentite peggio di prima. Digestione a pezzi, stomaco in fiamme, nausea, debolezza, sfoghi cutanei, insonnia. E la cosa più grave? Che nessuno le aveva avvertite. Anzi, il più delle volte chi ha prescritto o suggerito il prodotto è sparito nel nulla. Pouf… Prima visita, qualche consiglio, generico, arrivederci e grazie. Senza follow-up, senza reale presa in carico, senza capire che ogni persona è un mondo.

L’olio essenziale di origano è un estratto altamente concentrato, ricco di composti attivi come timolo e carvacrolo, che hanno un potente effetto antibatterico e antifungino. Ma proprio perché è potente, non è per tutti, e non è da prendere alla leggera.

Chi ha gastrite, reflusso, ulcere, o anche solo una mucosa gastrica sensibile, può sperimentare un aggravamento dei sintomi. Il bruciore peggiora, la digestione rallenta, e ci si ritrova a prendere gastroprotettori per colpa di un rimedio che doveva “guarire”. Anche l’olio microincapsulato, spesso presentato come “più tollerabile”, può essere irritante. Perché? Perché l’incapsulamento può proteggere lo stomaco solo parzialmente, se l’intestino è già infiammato o disfunzionale, l’arrivo diretto del principio attivo può comunque causare irritazione, spasmi o disbiosi peggiorata.

E lo ripeto con chiarezza, il microincapsulamento non è una garanzia di tollerabilità. È una tecnologia utile, ma non risolve il problema se manca una valutazione individuale della persona che lo assume.

Molte persone scoprono di essere allergiche o sensibili all’olio di origano solo dopo averlo assunto. È un parente stretto di menta, timo, salvia, lavanda e basilico (tutti appartenenti alla famiglia delle Lamiaceae). Se sei allergico a uno di questi, potresti reagire anche all’origano. E non serve applicarlo sulla pelle per avere una reazione, anche solo assumerlo può scatenare orticaria, gonfiore, o sensazioni di malessere sistemico.

In più, il timolo e il carvacrolo, se usati in modo continuativo o in dosi troppo alte, possono sovraccaricare fegato e reni, due organi già messi a dura prova da uno stile di vita infiammatorio o da farmaci assunti in passato.

Ecco i possibili segni di tossicità epatica:

– Stanchezza cronica senza motivo

– Ittero (pelle o occhi giallastri)

– Dolore sotto il costato destro

– Urine scure

– Sensazione di “pesantezza” o nausea persistente

E quando il carvacrolo raggiunge i reni in soggetti predisposti, può contribuire a un peggioramento della funzionalità renale. Chi ha creatinina alta, glomerulonefrite, ipertensione, o nefropatie pregresse, dovrebbe evitarlo del tutto o assumerlo solo sotto strettissimo controllo medico. Ma non con quei medici che poi spariscono e ti lasciano da solo con i peggioramenti dei sintomi.

Un altro aspetto ignorato è che l’olio di origano interagisce con molti farmaci. Agisce come fluidificante del sangue, e può quindi aumentare il rischio di sanguinamenti se usato insieme ad anticoagulanti naturali (come l’aspirina) o farmacologici (come il warfarln).

Abbassa la glicemia, quindi in chi prende antidiabetici può potenziare l’effetto ipoglicemizzante e causare cali pericolosi di zuccheri nel sangue.

Ha un’azione vasodilatatrice e ipotensiva, che può far crollare la pressione in chi prende farmaci antipertensivi.

Stimola anche il sistema ormonale, può anticipare il ciclo, provocare spotting, o interferire in donne con endometriosi, fibromi o ovaio policistico.

Durante la gravidanza è assolutamente sconsigliato, può stimolare le contrazioni uterine e attraversare la barriera placentare. E sì, passa anche nel latte materno.

Ma il problema vero è il “fai da te”

Troppo spesso l’olio di origano viene proposto senza spiegare nulla di tutto questo. Viene consigliato perché “è antibatterico”, “fa bene al microbiota”, “cura la Candida”, “uccide l’Helicobacter”, ecc.

Ma nessuno spiega perché la persona si è ammalata in primo luogo.

Perché ha sviluppato Candida? Perché ha una SIBO? Perché ha una disbiosi intestinale o infezioni croniche? Se non si risponde a queste domande, ogni trattamento diventa un rattoppo. È come mettere un cerotto su una ferita infetta senza prima disinfettarla.

Molti professionisti consigliano l’olio di origano basandosi solo sull’analisi del microbiota. Ma il microbiota è una fotografia parziale, non spiega tutto. Una persona può avere una disbiosi grave per traumi, malnutrizione, stress cronico, metalli pesanti, muffe ambientali, disfunzione mitocondriale. Non basta uccidere i batteri cattivi…serve prima riparare e rafforzato il sistema.

Inoltre, l’uso di oli essenziali come “modulatori del microbiota” andrebbe sempre contestualizzato. L’effetto varia da persona a persona, in base alla permeabilità intestinale, alla funzionalità epatica, allo stato nervoso e all’infiammazione sistemica. Eppure si continua a vedere il copia-incolla: “hai questo batterio? Allora prendi quest’olio”. È riduttivo, è fuorviante e in certi casi, è pericoloso.

La vera medicina funzionale va oltre l’intestino!

Il motivo per cui tante persone non guariscono, nonostante integratori, test, analisi e decine di “esperti”, è che si continua a guardare il corpo a pezzi. L’intestino, il fegato, la tiroide, il sistema nervoso… come se fossero separati.

Ma la vera medicina funzionale guarda l’organismo nella sua interezza. Capisce che l’intestino riflette lo stato immunitario, ma anche quello emotivo, neuroendocrino e ambientale. Che una Candida può essere la spia di un sistema nervoso in pericolo, una digestione bloccata dalla paura, un trauma non digerito.

Ed è per questo che serve un accompagnamento vero, non un consiglio su social o una consulenza di 30 minuti seguita dal silenzio. Troppe persone si affidano a “esperti” che spariscono dopo la prima visita, lasciandole con un elenco di integratori e nessun supporto reale. Ma questo non è prendersi cura. Questo è marketing.

La natura è potente, ma non è sempre dolce. Serve conoscenza, buon senso e umiltà per usarla bene. Se vuoi curarti davvero, smetti di inseguire l’ultimo rimedio virale e inizia a chiederti:

“Perché il mio corpo è arrivato fin qui?”

Solo lì inizierà la guarigione.

XO – Patrizia Coffaro


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