
Articolo originale di : Albino Malandra
novembre 2025
(prima pubblicazione su Facebook pagina autore
chimico-tossicologico Laurea Magistrale in Farmacia)
COENZIMA Q10: UN NUTRIENTE MIRACOLOSO CHE AVANZA NELLA COMPRENSIONE
- Produzione di Energia: facilita la catena di trasporto degli elettroni, incrementando la produzione di ATP.— Azione Antiossidante: protegge le cellule dallo stress ossidativo neutralizzando i radicali liberi. — Supporto al Metabolismo: contribuisce a mantenere il corretto funzionamento del metabolismo energetico e a sostenere la salute cardiovascolare.
Da tempo il dott. Davide Terranova, cardiologo, consiglia il coenzima Q 10 per il benessere cardiovascolare, per la sua capacità di migliorare la performance dei mitocondri, fonte energetica di tutte le nostre cellule. (1)
Che ora il CoQ10 venga validato anche per la cura delle neoplasie o che comunque abbia una certa utilità riconosciuta scientificamente, davvero consola. A dimostrazione che i provvedimenti farmacologici, necessari certo, sono sempre l’ultima soluzione e non la prima.
Il coenzima Q10 (CoQ10) è un componente essenziale per la produzione di energia e il controllo dei radicali liberi. Tuttavia, l’assunzione di statine, i comuni farmaci prescritti per l’ipercolesterolemia, può ridurre il livello di CoQ10 fino al 40%. Per contrastare gli effetti collaterali delle statine, è utile somministrare CoQ10 tramite integratori alimentari, poiché aiuta a ridurre il senso di affaticamento e favorisce il benessere muscolare. Il dosaggio è di 100 mg al giorno in genere, ma ogni posologia deve essere sempre consigliata da un professionista. Si consiglia di assumere il CoQ10 durante i pasti. Si consiglia altresì di consumare un pasto ricco di grassi quando si assume l’integratore, perché in questo caso il CoQ10 viene assorbito in maggiore quantità.
Il coenzima Q10 ha il potenziale nei pazienti ipertesi di abbassare la pressione arteriosa sistolica (massima) fino a 17 mm Hg e la pressione arteriosa diastolica (minima) fino a 10 mm Hg senza effetti collaterali significativi. (2)
Il cardiologo Peter Langsjoen ha condotto uno studio in cui ha selezionato 109 pazienti con ipertensione essenziale. I pazienti hanno aggiunto CoQ ad alte dosi (dose media 225 mg/die) ai loro farmaci antipertensivi esistenti.
RISULTATO: è stato osservato un netto e graduale miglioramento dello stato funzionale con la concomitante necessità di diminuire gradualmente la terapia farmacologica antipertensiva entro i primi uno-sei mesi. Successivamente, lo stato clinico e il fabbisogno di farmaci cardiovascolari si sono stabilizzati con un miglioramento significativo della pressione arteriosa sistolica e diastolica. Nel complesso, la classe funzionale della New York Heart Association (NYHA) è migliorata da una media di 2,40 a 1,36 e il 51% dei pazienti ha interrotto completamente da uno a tre farmaci antipertensivi in media 4,4 mesi dopo l’inizio del CoQ10. Solo il 3% dei pazienti ha richiesto l’aggiunta di un farmaco antipertensivo. (3)
Un altro studio è stato intrapreso per chiarire il meccanismo dell’effetto antipertensivo del coenzima Q10 (CoQ10). Ventisei pazienti con ipertensione arteriosa essenziale sono stati trattati con CoQ10 orale, 50 mg due volte al giorno per 10 settimane. Al termine del trattamento, la pressione arteriosa sistolica (SBP) è diminuita da 164,5 +/- 3,1 a 146,7 +/- 4,1 mmHg e la pressione arteriosa diastolica (DBP) è diminuita da 98,1 +/- 1,7 a 86,1 +/- 1,3 mmHg (P < 0,001). Il colesterolo totale sierico è diminuito da 222,9 +/- 13 mg/dl a 213,3 +/- 12 mg/dl (P < 0,005) e il colesterolo HDL (‘buono’) sierico è aumentato da 41,1 +/- 1,5 mg/dl a 43,1 +/- 1,5 mg/dl (P < 0,01). (3)
«L’esperienza clinica con il CoQ10 nell’insufficienza cardiaca è a dir poco drammatica ed è ragionevole credere che l’intero campo della medicina debba essere rivalutato alla luce di queste crescenti conoscenze», osserva il dott. Peter H. Langsjoen considerato il massimo esperto al mondo nell’uso del CoQ10 per il trattamento delle malattie cardiache.
Nuove entusiasmanti scoperte indicano un ruolo ampio e innovativo del CoQ10 come chemioprotettivo con enormi promesse come terapia adiuvante nel trattamento del cancro.
«Quando in chemioterapia si usano farmaci come l’adriamicina (la c.d. “chemio rossa”) che è molto cardiotossica ed è famosa per causare insufficienza cardiaca, se si somministra a questi pazienti CoQ10 durante la chemio, si protegge sicuramente il cuore e i pochi studi che sono stati fatti su questo dimostrano che non diminuisce la sua efficacia sul cancro, ma la maggior parte dei centri oncologici tendono a non capirlo e rifuggono la cosa, anche se ci sono alcune eccezioni come un centro oncologico in Oklahoma dove hanno la convinzione che sia utile, le persone si riprendono meglio dalla chemio e hanno meno complicazioni». (5)
BIOSINTESI DEL CoQ10
La biosintesi del CoQ10 Dall’aminoacido tirosina è un processo a più stadi che richiede almeno otto vitamine e diversi oligoelementi. Considerando il consumo diffuso di fast food carenti di nutrienti e alimenti altamente trasformati e il fatto che il contenuto nutrizionale del nostro approvvigionamento alimentare commerciale è in costante calo dalla fine della seconda guerra mondiale, a causa dell’uso di sostanze chimiche tossiche, fertilizzanti artificiali e altre pratiche agricole distruttive, è facile capire perché molte persone hanno carenze nutrizionali che ostacolano la capacità del corpo di sintetizzare il coenzima Q10.
Nel manuale “The Drug-Induced Nutrient Depletion Handbook” [Pelton R. Il manuale sull’esaurimento dei nutrienti indotto da farmaci (2a edizione). Hudson, OH, Lexi-Comp, 2001], l’autore Ross Pelton, farmacista e nutrizionista clinico certificato (CCN) presento studi scientifici sottoposti a revisione paritaria (‘peer review’) che documentano che 11 diverse classi di farmaci riducono il coenzima Q10. Le classi di farmaci che riducono il CoQ10 sono contraccettivi orali, terapia ormonale sostitutiva (TOS), antidepressivi triciclici, stimolanti adrenergici, diuretici tiazidici, antipsicotici, statine, la maggior parte dei farmaci chemioterapici, beta-bloccanti e ipoglicemizzanti orali: sia sulfoniluree che biguanidi. Quindi, è facile capire perché molte persone sono coenzima Q10 carente a causa dello scarso apporto di nutrienti da diete povere e del fatto che molte persone possono assumere uno o più farmaci che esauriscono il coenzima Q10. (6)
Il dott. Langsjoen ha presentato per la prima volta i suoi studi sul legame tra statine e deficit del Coenzima Q10 a Roma nel 1990.
Un membro della platea reagì esclamando:
«Ma questo è terrorismo farmaceutico!».
La risposta del relatore non si fece attendere: «Sì, ma chi è il terrorista?».
Nello stesso anno la casa farmaceutica Merck, sensibile a queste ricerche, cercò di produrre una formulazione contenente statine e CoQ10 per prevenire i danni muscolari ed a carico del fegato ma l’iniziativa non ebbe successo per via del costo elevato.
In particolare, le statine agiscono inibendo l’enzima HMG-CoA reduttasi e riducono la produzione endogena di colesterolo intervenendo sulla via del mevalonato. Questo pathway di segnalazione cellulare è anche responsabile della produzione di Coenzima Q10. Di conseguenza possiamo affermare che tutti i pazienti che assumono questi farmaci subiscano un’alterazione dei livelli di coenzima indipendentemente dall’insorgenza di sintomi (7).
Raramente si osserva una supplementazione in questi soggetti e quasi nella totalità dei casi i clinici propongono un’integrazione forse solo dopo l’insorgenza dei sintomi o un’alterazione degli esami ematochimici (per esempio CPK). Ciò non avviene mai in forma preventiva.
La pratica clinica, infatti, suggerisce piuttosto lo switch con un’altra statina per valutarne l’impatto sugli effetti collaterali.
Numerose sono le evidenze scientifiche che dimostrano una riduzione fino al 40% del Coenzima Q10 dopo l’assunzione di statine ( .
D’altronde è questo il motivo per cui si verificano gli effetti collaterali più frequentemente associati con questi farmaci: astenia, affaticamento muscolare, mialgie, in alcuni casi disturbi della memoria a breve termine (9).
Tutti i pazienti che assumono le statine dovrebbero assumere un integratore a base di CoQ10 per tutta la durata della terapia.
Qual è invece il consiglio per i pazienti che assumono monacolina k, estratta dalla fermentazione del riso rosso con la stessa funzione delle statine?
La monacolina K è l’equivalente della lovastatina di sintesi, perciò agisce ugualmente bloccando la via del mevalonato e di conseguenza la produzione endogena di Coenzima Q10.
Anche per chi sceglie l’alternativa naturale si rende quindi necessaria un’integrazione.
Molte persone cercano integratori di CoQ10 per aumentare i livelli di questo nutriente nell’organismo che possono essere ridotti a causa di età stress, farmaci. Ciò che devi sapere è che gli integratori di CoQ10 sono i migliori per ripristinarne i livelli nel nostro corpo, ma se non si assorbe correttamente il CoQ10 non se ne riescono a sfruttare tutti i benefici.
Il Coenzima Q10 presente nella maggior parte degli integratori in commercio viene assorbito difficilmente perché è una molecola di grandi dimensioni. Per questo motivo gli integratori di Ubiquinolo, ovvero Coenzima Q10 in forma attiva e non ossidata (Coenzima Q10 in forma ridotta), facilmente utilizzabile dal nostro corpo, sono decisamente più indicati dei classici integratori di CoQ10.
DIFFERENZA TRA UBIQUINOLO E UBICHINONE
Il Coenzima Q10 esiste principalmente nel nostro corpo in due forme: l’ubichinolo e l’ubichinone.
L’ubidecarenone (chiamato anche coenzima Q10 oppure ubichinone)
L’Ubichinone (chiamato anche ubidecarenone) è la forma ossidata di CoQ10 ed è stato riconosciuto per i suoi benefici per la salute generale e il benessere cardiovascolare e neurologico. Per generare energia cellulare, il corpo deve prima convertire l’ubiquinone in ubichinolo, che è la sua forma attiva.
Gli studi dimostrano che quando siamo giovani i nostri corpi sintetizzano bene l’ubiquinone, convertendolo prontamente in ubichinolo. Ma invecchiando, la capacità del corpo di convertire l’ubiquinone in ubichinolo può diminuire.
Ciò significa che, con l’età, gli integratori di ubichinone possono diventare meno efficaci.
Gli integratori di Ubichinolo contengono una forma di CoQ10 che è già stata convertita nella sua forma antiossidante, l’ubiquinolo, la forma che combatte i radicali liberi in eccesso e può aiutare a proteggere le cellule del corpo dai danni.
L’ossidazione è un processo normale sia in natura che nel corpo umano. Lo vediamo al lavoro in natura quando una mela affettata diventa marrone o quando il ferro arrugginisce.
Nel corpo umano, l’eccessiva ossidazione può danneggiare le cellule sane. I nostri corpi sono progettati per questo processo e producono costantemente nuove cellule per sostituire quelle vecchie.
Tuttavia, quando invecchiamo e siamo esposti a determinati fattori ambientali, il processo di ossidazione può sopraffare la capacità del corpo di affrontarlo.
L’ossidazione può portare alla formazione di radicali liberi in eccesso, molecole instabili che possono causare danni alle cellule.
L’ubiquinolo è dunque un potente strumento nella lotta contro i radicali liberi.
L’ubichinolo assunto come integratore alimentare può avere effetti benefici anche superiori a quelli del coenzima Q10 sul cuore,
sui muscoli, sulle prestazioni mentali e psichiche, sul sistema immunitario, nel supportare il metabolismo nell’attività sportiva, nel trattamento dell’infertilità. In questo caso, numerosi studi hanno dimostrato che l’ubichinolo migliora la qualità dello sperma. Inoltre, è stata dimostrata la sua efficacia nel processo di follicologenesi come su altri parametri della fertilità della donna.
https://www.forumsalute.it/ubichinolo-a-cosa-serve-e…
Il vantaggio dell’assunzione di ubichinolo, piuttosto che del coenzima Q10, consiste proprio nel saltare il passaggio attraverso il quale il nostro organismo trasforma il coenzima Q10 in ubichinolo. Risultato: maggior assorbimento, in tempi più rapidi, e possibilità di utilizzo diretto da parte dell’organismo.
CoQ10 STUDI (6)
Alcuni studi mostrano l’utilità del coenzima Q10 in varie condizioni mediche.
Negli ultimi 40 anni, i risultati di numerosi studi clinici confermano che l’integrazione con il coenzima Q10 è utile nella prevenzione e nel trattamento di molti aspetti delle malattie cardiovascolari, come l’insufficienza cardiaca congestizia, l’ipertensione, la cardiopatia ischemica, le aritmie cardiache.
(Vedi: lo studio Q-Symbio 201412 e lo studio KiSel-10 del 2013)
Altri studi sono stati fatti riguardo al cancro (Cancro al seno e alla prostata). In un piccolo studio, 32 pazienti con carcinoma mammario avanzato con metastasi linfatiche sono state trattate con 390 mg di CoQ10 quotidiano. La regressione parziale o completa del tumore è stata documentata in 6 delle 32 donne.
(Vedi anche: Cancro al seno: meno aggressivo grazie al coenzima Q10. Università degli Studi di Padova 20 settembre 2024. In fondo all’articolo).
Negli uomini con carcinoma prostatico, il trattamento con CoQ ad alte dosi1 ha portato a sostanziali riduzioni del PSA e delle dimensioni del tumore. Una scoperta importante è stata che gli uomini non hanno iniziato a mostrare alcun segno di risposta fino a circa 90 giorni dall’inizio del processo.
Studi clinici hanno anche riportato che il coenzima Q10 protegge sostanzialmente e/o riduce gli effetti collaterali nei pazienti sottoposti a varie forme di chemioterapia.
Il Q10 si è dimostrato utile anche in alcune condizioni neurologiche. Livelli ridotti di coenzima Q10 sono associati a diverse malattie neurologiche e la sua capacità di ridurre lo stress ossidativo suggerisce che il CoQ10 può essere in grado di rallentare la progressione e, in alcuni casi, possibilmente fornire qualche beneficio terapeutico. Condizioni in cui CoQ10 può svolgere un ruolo includono il morbo di Parkinson, Malattia di Huntington e il morbo di Alzheimer.
Il Coenzima Q10 ha la capacità di proteggere i mitocondri da un danno eccessivo dei radicali liberi e questo lo rende un candidato per essere preso in considerazione come nutriente per il prolungamento della vita (Vedi: studio condotto dalla dott.ssa Emile Bliznakov).
CONSIGLI PER IL DOSAGGIO
Il seguente consiglio riguarda tutti i CoQ10 prodotti, indipendentemente dal tipo di CoQ10 in fase di assunzione. Coenzima Q10 è un nutriente liposolubile e gli esseri umani non assorbono i nutrienti liposolubili in modo molto efficiente. Coq10 Gli integratori dovrebbero essere assunti durante un pasto che contiene un po’ di grassi. Questo migliora l’assorbimento del CoQ10.
I seguenti dati sono stati raccolti da diversi studi clinici sull’uomo. In media, il CoQ pre-test dei partecipanti10 I livelli ematici erano di 1,09 ug/ml. Dopo l’ingestione di una singola dose da 100 mg di CoQ10, i livelli ematici sono aumentati a 2,33 ug/ml. Tuttavia, quando le persone hanno ingerito 200 mg di CoQ10 In una singola dose, il livello ematico è aumentato solo a 2,35 ug/ml, quasi non diverso dal livello ematico dopo una dose di 100 mg. Tuttavia, quando gli individui hanno assunto 100 mg di CoQ10 In dosi divise, due volte al giorno, i livelli ematici sono saliti a 3,47 ug/ml.
Perché il coenzima Q10 è un composto liposolubile a grande peso molecolare, il suo assorbimento è lento e limitato. Questo spiega perché i livelli ematici migliori si ottengono con dosi divise piuttosto che con l’assunzione di una singola dose di coenzima Q10. (6)
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DOVE TROVA L’ENERGIA IL CUORE?
L’Importanza del COENZIMA Q10: Un Alleato Prezioso per il Sistema Cardiovascolare. (10)
Come la scintilla nei pistoni di un motore, il Coenzima Q10 agisce nei mitocondri (fonti energetiche di tutte le cellule, soprattutto quelle cardiache) innescando la Fosforilazione Ossidativa, fonte energetica della vita.
Il Coenzima Q10, noto anche come CoQ10 o ubichinone (e ubichinolo), è una sostanza simile a una vitamina che svolge un ruolo cruciale nel processo di produzione dell’energia a livello cellulare.
E’ presente in ogni cellula del nostro corpo, ma è particolarmente concentrato nei tessuti che richiedono grandi quantità di energia, come il cuore.
In questo articolo, esploreremo l’importanza del Coenzima Q10, con un focus particolare sul suo impatto sul sistema cardiovascolare.
Il Coenzima Q10 è coinvolto in numerose funzioni biologiche, tra cui:
- **Produzione di Energia**:
Partecipa alla catena respiratoria mitocondriale, dove aiuta a generare ATP, la principale fonte di energia per le cellule (Saini, 2011).
- **Azione Antiossidante**:
Protegge le cellule dai danni ossidativi neutralizzando i radicali liberi, molecole instabili che possono danneggiare le strutture cellulari (Littarru & Tiano, 2007).
- **Regolazione del Metabolismo Lipidico**:
Interviene nella regolazione del metabolismo dei lipidi, influenzando positivamente i livelli di colesterolo e trigliceridi nel sangue (Mortensen, 2019).
Il sistema cardiovascolare beneficia enormemente dalla presenza del Coenzima Q10, in diversi modi:
- **Protezione Cardiaca**:
Il CoQ10 protegge il cuore dai danni ossidativi, contribuendo a mantenere la salute delle arterie e prevenendo l’aterosclerosi, una condizione che può portare a malattie cardiache e ictus (Langsjoen & Langsjoen, 2014).
- **Supporto alla Funzione Endoteliale**:
Favorisce la funzione endoteliale, migliorando la dilatazione dei vasi sanguigni e promuovendo una circolazione sanguigna sana (Hamilton et al., 2009).
- **Prevenzione dell’Insufficienza Cardiaca**:
Studi hanno dimostrato che la supplementazione con CoQ10 può essere benefica nella prevenzione e nel trattamento dell’insufficienza cardiaca, migliorando la funzione cardiaca e riducendo il rischio di ospedalizzazione (Mortensen et al., 2014).
Dopo i 40 anni la sintesi endogena di Coenzima Q10 inizia a diminuire. Alcuni farmaci, soprattutto le STATINE, inibiscono la sintesi endogena di Coenzima Q10 (da qui uno degli effetti indesiderati più frequenti: il dolore muscolare) per cui appare “ragionevole” una Integrazione di questa molecola.
Nel contesto della salute cardiovascolare, alcuni studi hanno suggerito che dosi giornaliere di 100-200 mg possono essere efficaci nel migliorare la funzione endoteliale e nel sostenere la salute del cuore.
(Lee, B. J., Huang, Y. C., Chen, S. J., & Lin, P. T., 2012).
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IL COENZIMA Q10 PUO’ RENDERE IL TUMORE AL SENO MENO AGGRESSIVO?
È quanto suggerisce uno studio italiano:
Il CoQ10 (coenzima Q10), conosciuto da molti per essere uno degli ingredienti di molti prodotti di bellezza, è un metabolita liposolubile che svolge un ruolo chiave nel metabolismo cellulare. Sembra per esempio proteggere contro l’invecchiamento cellulare, grazie alle sue proprietà antiossidanti. Quale possa essere invece la sua eventuale funzione nello sviluppo e la progressione del cancro non era mai stata finora chiarita.
Dato che il CoQ10 è, appunto, contenuto in molti prodotti cosmetici, utilizzati da molte donne come anti-aging, un gruppo di ricerca di diversi istituti e centri di ricerca, coordinati da Massimo Santoro, professore dell’Università di Padova, si è focalizzato sullo studio di tale molecola in relazione al tumore della mammella, ossia il cancro più diffuso nel genere femminile.
«Abbiamo preso in esame più di 2000 pazienti affetti da cancro al seno a diversi stadi di sviluppo – spiega il professor Santoro, direttore del Laboratorio di Angiogenesi e metabolismo del cancro presso il Dipartimento di Biologia dell’Università di Padova, ricercatore del Veneto Institute of Molecular Medicine (VIMM), e corresponding author dell’articolo –. Con nostra sorpresa abbiamo osservato che la perdita dell’enzima UBIAD1, che produce il CoQ10 nelle cellule, è associata allo sviluppo e alla progressione delle forme più aggressive del tumore, quelle di tipo triplo negativo metastatiche». La scoperta è stata pubblicata sulla prestigiosa rivista “Nature Communication”». (*)
Più in dettaglio, i ricercatori e le ricercatrici hanno effettuato esperimenti con diversi tipi di cellule in coltura di cancro al seno e con animali di laboratorio con la malattia. Hanno così confermato che la perdita di UBIAD1 velocizza la formazione del tumore. Inoltre hanno dimostrato che la reintroduzione del gene che codifica per UBIAD1, o la somministrazione di CoQ10 in cellule di tumore al seno triplo negativo, limita la loro aggressività impedendo la formazione di metastasi polmonari.
Questo non significa che attraverso la somministrazione della molecola tramite prodotti cosmetici si ottengano risultati terapeutici.
«Abbiamo anche scoperto che l’enzima UBIAD1 e il suo prodotto CoQ10 rendono le membrane delle cellule tumorali meno elastiche e più rigide. Questa caratteristica sembra influenzare la sensibilità di tali cellule al microambiente tumorale, favorendone l’eliminazione» conclude Santoro.
Nel complesso, i risultati di questo studio, condotto grazie al contributo di Fondazione AIRC per la ricerca sul cancro, hanno rivelato che CoQ10 e UBIAD1 potrebbero diventare nuovi e inaspettati bersagli terapeutici per il trattamento delle pazienti affette da tumore alla mammella, soprattutto quelli con prognosi sfavorevole. Ulteriori studi preclinici e clinici saranno necessari per confermare i dati raccolti finora.
Cancro al seno: meno aggressivo grazie al coenzima Q10
Università degli Studi di Padova
20 settembre 2024
https://www.unipd.it/…/cancro-seno-meno-aggressivo…
(*) Tosi, G., Paoli, A., Zuccolotto, G. et al. Cancer cell stiffening via CoQ10 and UBIAD1 regulates ECM signaling and ferroptosis in breast cancer. Nat Commun 15, 8214 (2024). https://doi.org/10.1038/s41467-024-52523-y
Published 18 September 2024
https://www.nature.com/articles/s41467-024-52523-y
Va sempre ricordata l’importantissima azione del Coenzima Q10 anche nel caso di Eritema Solare.
Il supporto terapeutico con del Coenzima Q10 o Ubichinone (tra 15 e 60 mg al giorno, in relazione alla gravità dell’eritema; a partire da un mese prima e per tutta la durata dell’esposizione solare) forniscono assieme ad altri presidi terapeutici un ulteriore supporto al controllo della patologia.
https://www.eurosalus.com/malattia…/eritema-solare/…
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FONTI:
(1) Dott. Davide Terranova
20 settembre 2024 ore 10:40
https://www.facebook.com/photo/?fbid=1074490420700141&set=a.341814470634410
(2) Rosenfeldt, F., Haas, S., Krum, H. et al. Coenzyme Q10 in the treatment of hypertension: a meta-analysis of the clinical trials. J Hum Hypertens 21, 297–306 (2007). https://doi.org/10.1038/sj.jhh.1002138
Published 08 February 2007
https://www.nature.com/articles/1002138
(3) Langsjoen P, Langsjoen P, Willis R, Folkers K. Treatment of essential hypertension with coenzyme Q10. Mol Aspects Med. 1994;15 Suppl:S265-72. doi: 10.1016/0098-2997(94)90037-x. PMID: 7752851.
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/7752851/
(4) Coenzima Q10 nell’ipertensione essenziale.
Digiesi V, Cantini F, Oradei A, Bisi G, Guarino GC, Brocchi A, Bellandi F, Mancini M, Littarru GP. Coenzima Q10 nell’ipertensione essenziale. Mol Aspects Med. 1994; 15 Suppl:s257-63. DOI: 10.1016/0098-2997(94)90036-1. PMID: 7752838.
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/7752838/
(5) Intervista al Dr. Peter H. Langsjoen, esperto di coenzima Q10
Dal min. 13:38 – 14:32
(6) Pelton R. Coenzyme Q10: A Miracle Nutrient Advances in Understanding. Integr Med (Encinitas). 2020 Apr;19(2):16-20. PMID: 33041702; PMCID: PMC7482328.
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC7482328/
(7) Evidence of plasma CoQ10-lowering effect by HMG-CoA reductase inhibitors: a double-blind, placebo-controlled study. J Clin Pharmacol. 1993; 33: 226-229
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/8463436/
( Ghirlanda G., Oradei A., Manto A., et al. Evidence of plasma CoQ10-lowering effect by HMG-CoA reductase inhibitors: a double-blind, placebo-controlled study. J Clin Pharmacol. 1993;33((3)):226–229.
https://iris.univpm.it/handle/11566/29018
(9) Wagstaff LR, Mitton MW, Arvik BM, Doraiswamy PM. Statin-Associated Memory Loss: Analysis of 60 Case Reports and Review of the Literature. Pharmacotherapy. 2003;23:871–880.
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/12885101/
(10) Dott.Davide Terranova
12 settembre 2023
Dove trova l’energia il cuore?
https://www.facebook.com/photo/?fbid=858677352281450&set=a.341814453967745
Albino Malandra
novembre 2025
(prima pubblicazione su Facebook pagina autore
chimico-tossicologico Laurea Magistrale in Farmacia)

